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martedì 24 gennaio 2012

1 - La verità sotto forma d'inchiostro - Lo scopo, e l'opportunismo che alberga in ognuno

Prendo spunto da uno stato che ho letto su Facebook, di una ragazza, che descriveva un comportamento secondo lei non corretto da parte di un ragazzo. Lei si lamentava del fatto che un ragazzo, le si era fatto avanti, con l'unico scopo di provarci, e quando lui ha capito che non c'era la volonta da parte di questa ragazza di accontentarlo, ha lasciato stare andandosene.
Io non ci trovo nulla di strano francamente. Conosco l'essere umano, quindi non mi creo false illusioni, né mi stupisco del suo comportamento. So benissimo come è strutturata la vita, che richiede inerosabilmente dei bisogni. Ogni essere umano ha uno scopo, ogni essere vivente è un opportunista. La vita di ognuno di noi è fatta di bisogni e necessità, se ho fame ho lo scopo di nutrirmi, di mangiare, se ho sonno debbo dormire per saziare questo bisogno. Questo fatto si può benissimo rapportare con le persone, chi accusa un altro di opportunismo vuol dire che non conosce né stesso, né gli esseri umani. Quando esco con una donna o con un uomo dietro c'è inevitabilmente uno scopo, di qualsiasi natura: economica, affettiva, lavorativa, amorosa, sessuale etc etc. Non ci uscirei mai con un'altra persona se dietro non ci fosse uno scopo, se non mi facesse piacere. Anche raggiungere il piacere è uno scopo, porta comunque a saziare una necessità desiderata. Non bisogna ripetere e portare avanti delle tradizioni linguistiche errate, senza ragionare e analizzare il proprio comportamento e/o il comportamento degli altri. E' importante non illudersi, perché l'illusione non porta altro che problemi, è terreno fertile per la sofferenza, per il disincanto, per la disperazione e l'amarezza. L'unico modo per salvarsi è la Conoscenza, il Sapere.

- Attractor Factor -

Honoré de Balzac - Le vere passioni

Le vere passioni hanno un loro istinto molto preciso. Mettete un piatto di frutta davanti a un goloso; non si sbaglierà, sceglierà, anche ad occhi chiusi, il frutto migliore. [...] La natura è infallibile. E il modo con cui si manifesta la natura in questi casi è: innamorarsi al primo sguardo. In amore, il primo sguardo è semplicemente e precisamente una seconda vista.  
- Honoré de Balzac -

domenica 22 gennaio 2012

I finti eroi, la finzione televisiva, e la sua manipolazione.


Sono passati diversi giorni dalla tragedia della nave Concordia, ho aspettato volutamente, per dare un parere più lucido ed adeguato possibile alla vicenda, senza essere "vittima" "dell'istante caldo". La televisione come si sa, da tempi immemori pasoliniani, è un mezzo che influisce sia sul comportamento che sulle idee di chi la guarda, o peggio di chi la vive. Come accade nelle "migliori" disgrazie, la televisione partorisce e dona alla folla un colpevole ed un eroe, uno da osannare ed uno da colpevolizzare. Non entro nello specifico, la gravità della tragedia è sotto gli occhi di tutti, sono morti degli esseri umani, ma la cosa che sinceramente non ho capito è il bisogno di trovare a tutti i costi l'eroe in ogni vicenda. Ovviamente sto parlando dell'episodio Schettino - De Falco, quest'ultimo definito eroe in "pompa magna" dalla tv spazzatura. Come si sa, la nostra beneamata penisola è il paese degli estremismi, della Dolce vita (non felliniana, purtroppo) del consumismo, dell'apparire a tutti i costi , dell'accettare tradizioni e pareri espulsi dal video come oro colato, ("L'ha detto la televisione, quindi è vero") senza ragionare o costruirsi un percorso personale, culturale, ed umano. Innanzitutto il significato di eroe è abbastanza chiaro, senza possibilità di errori o di equivoci: "Nell'era moderna, è colui che compie uno straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di se stesso, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune" (fonte Wikipedia). Mi sembra abbastanza chiaro no? In questo caso specifico l'Ufficiale De Falco non può essere definito eroe, ma certamente può essere definito un Responsabile, un Serio lavoratore, etc. Di questo, e solo di questo gli si può dar merito, di essere una persona che compie il proprio dovere in modo egregio. Lui stesso non si è definito eroe e fortunatamente non ha accettato l'invito che alcuni programmi televisivi gli hanno proposto, quindi anche lui ne è Consapevole, e quindi è d'accordo con il sottoscritto. Se poi analizziamo bene la telefonata, che i medium di massa ci hanno propinato in tutte le salse, notiamo che c'è davvero poco di naturale e di straordinario. Vengo a spiegarmi. I comportamenti naturali dei due graduati, vengono meno nel momento in cui De Falco dice a Schettino che la telefonata è registrata, qui casca l'asino. De Falco sapeva che la telefonata sarebbe andata in onda, e che sarebbe diventata di dominio pubblico. Chi di noi non se lo sarebbe immaginato? ma questa non è un'accusa anzi, è un comportamento "umano" che ho voluto analizzare di mia sponte, una sorta di "Principio di indeterminazione di Heisembreg" quando l'osservazione influisce su ciò che è osservato, se guardi una cosa la cambi, se sai di essere "osservato" il tuo comportamento muta, cambia, inesorabilmente. La stessa cosa vale per i conduttori televisivi, quando sono in onda hanno un comportamento moralistico, mentre a telecamere spente, quando l'osservazione viene meno, il loro comportamento muta. Per questo non bisogna idolatrare né prendere per veritiero un contesto televisivo. La domanda è questa: De Falco si sarebbe comportato nello stesso modo se la coversazione non fosse stata registrata? e soprattutto l'enfasi sarebbe stata la stessa? Forse sì, ma non abbiamo la controprova, questo fatto mi è subito balenato in mente. Concludo il mio pensiero per dire, che non abbiamo bisogno di eroi, ma di ricostituire un po' di "normalità" in questo paese, qualcosa di sincero, del Senso Civico genuino, un Senso di responsabilità che dovrebbe appartenere ad ognuno di noi, e che dovrebbe essere quotidiano. Rinnovo nuovamente, i complimenti all'Ufficiale Gregorio De Falco (che non definisco eroe, per i motivi precedentemente elencati) per il suo grande senso di responsabilità. Spero che in futuro essere De Falco sia la Normalità, e non un evento straordinario da sottolineare morbosamente nelle tv private e pubbliche.